Nuove tecnologie: AI nella medicina cardiovascolare

L’intelligenza artificiale (AI) è una disciplina dell’informatica finalizzata alla comprensione dei meccanismi più complessi del pensiero umano, per valutare come riprodurne la capacità di elaborazione, l’apprendimento e l’archiviazione delle conoscenze.1

Questo strumento sta diventando sempre più un supporto essenziale all’uomo in diversi aspetti della vita quotidiana e oggi ha il potenziale di rivoluzionare la medicina cardiovascolare, trasformando il modo in cui diagnostichiamo e trattiamo le malattie cardiache.1

Infatti, le capacità di apprendimento, analisi di dati complessi e archiviazione di informazioni sono elementi importanti per la medicina di precisione e, per questo motivo, tecnologie avanzate come il machine learning, il deep learning e il cognitive computing, tutti sottoinsiemi dell’AI, si stanno facendo sempre più spazio nel panorama della cardiologia.1

Le applicazioni sono molteplici: individuare nuove e diverse tipologie di malattie cardiovascolari, potenziare la qualità delle cure, ottimizzare i costi e ridurre i tassi di riammissione e mortalità. Inoltre, l’analisi avanzata dei big data consente di migliorare i parametri di valutazione del rischio cardiovascolare, scoprire fattori di rischio nuovi e più insidiosi e affinare le previsioni cliniche.1

Uno dei principali punti di forza dell’AI è la sua capacità di gestire e sfruttare enormi quantità di dati e informazioni. Ma l’aspetto davvero rivoluzionario di tale tecnologia è un altro: l’AI non si limita alle capacità analitiche, bensì può generare nuove ipotesi mediche. Questo consente di alleggerire il carico di lavoro sui clinici, permettendo loro di concentrarsi su compiti più complessi e su un più profondo rapporto con il paziente.1

Alcuni esempi concreti delle potenzialità dell’AI nella medicina cardiovascolare includono:

  • Facilitare l’acquisizione di ECG per lo screening di condizioni croniche e acute con stetoscopi, smartwatch e dispositivi portatili assistiti dall’AI.2
  • Automatizzare compiti ripetitivi come la documentazione e la valutazione dell’auscultazione.2
  • Accelerare la scoperta di farmaci attraverso lo screening di librerie di composti, la guida alla progettazione di farmaci e l’identificazione di nuovi bersagli terapeutici.2

Non si tratta di sostituire la figura del medico, bensì di affiancarla e supportarla nel processo clinico, verso una terapia sempre più personalizzata e di precisione delle patologie cardiovascolari.1

Per questa ragione, al fine di poter sfruttare appieno il potenziale dell’AI nella medicina cardiovascolare, è essenziale che i clinici siano adeguatamente formati per utilizzare tali tecnologie avanzate.1

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